È sorprendente quanta poca attenzione si dia alla posizione della lingua all’interno della bocca, eppure ne determina molto sulla postura e sull’equilibrio del corpo. La lingua non serve solo per il gusto o la parola, ma funge da primo anello in una catena muscolare complessa che arriva fino ai piedi. Un suo posizionamento sbagliato – ed è più comune di quanto si pensi – può provocare disallineamenti che si ripercuotono su muscoli e articolazioni anche lontani dalla testa, rompendo l’armonia dell’equilibrio corporeo.
Il ruolo nascosto della lingua nella catena muscolare del corpo
Diciassette muscoli compongono la lingua. È legata al pavimento della bocca attraverso il frenulo e ancorata dietro all’osso ioide. È interessante come questa struttura anatomica trasformi la lingua in un punto di partenza per la catena muscolare cranio-cervico-mandibolare, che incide su tutto il corpo.

Si estende dal basso cranio, nella zona occipitale, fino ai piedi. Passa da muscoli sopraioidei e sottoioidei, coinvolge collo, torace, diaframma, addome e arti inferiori, senza dimenticare i muscoli profondi del piede e gli alluci. Una sequenza incredibilmente lunga, insomma.
Chi vive in città grandi – come Milano o Roma – nota spesso tensioni orali leggere che però si riflettono su portamento ed equilibrio generale. La dettatura di questa relazione sta nell’interazione tra lingua, mandibola e collo, soprattutto quando la lingua non si posa correttamente contro il palato.
Come una posizione scorretta della lingua può compromettere postura ed equilibrio
L’evoluzione della deglutizione, da infantile a adulta, richiede che la lingua spinga il cibo verso la parte posteriore della bocca, per facilitare il passaggio alla faringe. Il punto è che un meccanismo che si sviluppa male porta a una deglutizione atipica, la quale influenza anche la postura complessiva.
Ogni giorno si deglutisce circa 590 volte, esercitando una pressione fino a 3 chili sul palato. Pressioni brevi, è vero, ma ripetute costantemente. L’impatto? Può cambiare la forma delle arcate dentali e disturbare la stabilità posturale.
Circa metà della popolazione soffre di deglutizione atipica, con la lingua che si posiziona tra i denti anziché dietro gli incisivi superiori. Spesso è legata a pratiche infantili, come l’allattamento artificiale, l’abuso del ciuccio o il succhiamento del pollice.
Un frenulo linguale troppo corto — dettaglio non da poco — limita la mobilità della lingua, causando un cattivo posizionamento. Ne derivano tensioni muscolari e articolari, spostamento in avanti del baricentro e maggior carico su zona lombare e cervicale. Chiaro che la stabilità ne risenta parecchio.
Influssi della posizione della lingua su viso, respirazione e muscolatura cervicale
Quando la lingua non aderisce al palato, i problemi vanno oltre la postura. Malformazioni dentali, difficoltà a respirare, affaticamento dei muscoli buccinatori: sono campanelli d’allarme frequenti, spesso minimizzati. Questi fastidi possono sfociare in dolori cronici al viso e al collo.
Chi porta un piercing alla lingua sa bene quanto possano manifestarsi tensioni cervicali o mal di testa. Esiste infatti una relazione funzionale stretta tra muscolatura della lingua, collo e spalle. Curioso davvero, perché spesso questi segnali finiscono per essere ignorati nel quadro del dolore cronico.
Un frenulo linguale corto innalza anche il rischio di sindrome delle apnee ostruttive del sonno, restringendo le vie aeree superiori e alterando equilibrio muscolare e respiratorio. Non solo adulti, perfino i bambini ne sono colpiti, con conseguenze sulla stabilità muscolare generale.
Come intervenire per correggere la posizione della lingua e migliorare la postura
Serve un approccio multidisciplinare dove osteopati, logopedisti e odontoiatri lavorano insieme. Nella prima fase, si considera non soltanto il movimento della lingua ma anche la sua connessione con bocca e colonna cervicale, per capire come si riflette sulla postura.
Spesso la rieducazione della deglutizione e del corretto posizionamento linguale affidata al logopedista è un passaggio chiave. Parallelamente, l’odontoiatra corregge eventuali malocclusioni riallineando le arcate dentarie.
Terapie osteopatiche, invece, mirano a riequilibrare tutto il sistema muscoloscheletrico e a smorzare le tensioni, anche quelle che si propagano ben oltre la zona orale e cervicale, sostenendo così una migliore stabilità.
Quando questi professionisti collaborano, la differenza è evidente: il baricentro torna a un assetto più naturale e la stabilità posturale migliora nel tempo. Un fenomeno visibile soprattutto a chi abita nel Nord Italia, dove certe giornate trasmettono più fastidi muscolari e posturali – è un dato ricorrente.
