Osservare quante volte un cane fa pipì durante la giornata potrebbe sembrare un dettaglio marginale, invece è un chiaro indicatore della sua salute generale e di come se la passa, insomma. Chi vive con un amico a quattro zampe sa bene quanto sia necessario pianificare le uscite, specie se non si ha un giardino privato a disposizione. La frequenza giusta e la durata per cui il cane riesce a trattenere l’urina dipendono da vari elementi: età, taglia, condizioni fisiche e così via. Stare lì a capire i suoi tempi aiuta a mettere in pratica soluzioni per mantenere nel tempo la sua salute urinaria, evitando guai futuri.
In linea di massima, un cane adulto in buona forma richiede almeno tre uscite quotidiane: mattina, pomeriggio e sera. C’è chi riesce a gestirne anche solo due, ma diciamo che non è l’ideale per tenere sane le vie urinarie e la pulizia in generale. I cuccioli, invece, hanno bisogno di più attenzione perché la loro vescica è piccolissima e il metabolismo accelera tutto quanto, facendo sì che debbano uscire ogni due o tre ore: tutto normale nei primi tempi di vita. Certo, questo implica una certa costanza nell’addestramento e nell’accoglienza in casa. Poi ci sono gli anziani, che faticano a trattenere l’urina a causa – diciamo – del calo muscolare e neurologico: qui il rischio è di attendere troppo a lungo prima di uscire, con conseguente stress e incidenti domestici in agguato.
C’è un punto che spesso sfugge: l’alimentazione. Un cane che mangia dietro cibi umidi o beve di più finirà per fare pipì più spesso, una cosa da valutare nel caso di spazi piccoli in casa. Insomma, conoscere la frequenza delle uscite e quando il cane ha proprio bisogno di andare a fare i suoi bisogni è un fatto pratico, ma con radici abbastanza complesse da capire e da gestire ogni giorno con un po’ di attenzione.
Come l’età e la taglia influenzano la frequenza delle uscite
Quando si parla di quante volte un cane deve uscire per pisciare, pesa tanto l’età e la taglia. Nei cuccioli il problema è la vescica, che ancora deve crescere bene a misura. Una regola semplice – e un po’ empirica – suggerisce che ore di tolleranza siano poco più rispetto ai mesi di vita: un cucciolo di due mesi, per esempio, può trattenere la pipì circa tre ore, mentre uno di cinque mesi arriva a circa sei ore. Ma, credimi, meglio non rischiare più di tanto o la casa si trasforma! Quel piccolo organo è fragile, non regge lunghe attese.

Gli adulti imparano a controllare meglio lo sfintere: raggiunta la maggiore età canina, uno-due anni, riescono a stare anche 8-10 ore senza uscire, soprattutto mentre dormono la notte. Però tiene conto che durante il giorno la pausa dev’essere più corta, altrimenti stanno male. Riguardo alla taglia: i cani grandi hanno una vescica capiente, mentre i piccolini, tipo i toy, hanno una vescica piccola e un metabolismo che va alla grande, per cui devono uscire di più. Specie se abiti in un appartamento – roba che vale per tante zone urbane, tipo il centro di Milano –, la gestione delle uscite diventa cruciale per il benessere del cane.
Gli esperti notano un fatto interessante: se il cane beve molto e quindi fa pipì spesso, può esserci qualcosa che non va, come la poliuria, segno di disturbi seri tipo diabete o problemi ai reni. Se invece fa fatica a urinare o addirittura non ci riesce, bisogna intervenire subito, perché si rischia un blocco urinario, che è una vera emergenza. Dillo a chi pensa siano dettagli da trascurare: a volte sono segnali importanti di salute.
Le differenze tra maschi e femmine e il valore dell’ultima uscita serale
La differenza nel modo in cui i cani fanno pipì, spesso, dipende anche dal sesso. Le femmine tendono a svuotare la vescica in poche occasioni al giorno, magari concentrando tutto in una o due uscite. I maschi, al contrario, tendono a fare diverse pipì in piccole dosi, soprattutto per segnare il territorio: un comportamento che si manifesta tra i sei e i nove mesi. Ecco, una cosa innata, legata a segnalazioni sociali e olfattive. Durante il calore, in più, le femmine aumentano la frequenza per rilasciare odori che attirano i maschi – curiosa cosa, no?
Sguardi attenti ai cambiamenti nel comportamento. Se un cane, apparentemente senza motivo, comincia a chiedere di uscire più spesso o se torna a sporcare in casa, potrebbe essere stressato o avere infezioni urinarie o cistiti. Prima di pensare a problemi di educazione, meglio far visitare l’animale per escludere problemi fisici: spesso la causa è proprio lì, e non psicologica.
L’ultimo giro serale non va mai sottovalutato. Come succede agli umani, la vescica va svuotata bene prima di andare a dormire: questo riduce il ristagno di urina, un terreno fertile per la proliferazione batterica. Anche con il freddo fuori, è utile dedicare qualche minuto in più alla passeggiata serale, cosa che aiuta il cane a scaricare energie residue e a rilassarsi. Meglio per lui, ma anche per chi gli vuole bene e vive con lui. Più di otto-nove ore di distanza tra l’ultima uscita della notte e la prima del giorno seguente? Meglio no, se si vuole evitare problemi tipo infezioni o incontinenza specialmente negli anni avanti.
In città o in case con poco spazio, organizzare bene le uscite tenendo a mente tutte queste cose non è solo raccomandabile, ma quasi indispensabile. Capire quando e quanto spesso Fido fa la sua pipì aiuta a scovare problemi di salute prima che diventino seri. Piccole attenzioni quotidiane che possono fare la differenza nel lungo periodo e mantenere forte l’equilibrio del benessere del tuo cane.
