Odori e aromi fastidiosi per i gatti e rimedi ecologici efficaci per allontanarli in casa

Odori e aromi fastidiosi per i gatti e rimedi ecologici efficaci per allontanarli in casa

Franco Vallesi

Gennaio 23, 2026

Basta un odore, a volte, per far reagire un gatto in modo fulmineo. Un aroma forte o semplicemente particolare può convincere il micio a starsene lì o a fuggire via. Non sorprende, dato che il loro senso dell’olfatto è tra i più sensibili del mondo animale: quasi 200 milioni di recettori olfattivi lavorano costantemente. Proprio per questo accade che certe fragranze – innocue o gradevoli per noi – risultino proprio fastidiose ai felini. Chi ha un gatto in casa lo sa bene, perché appena si apre una scorza di limone o si spruzza un po’ d’aceto, il gatto sposta subito il suo posticino.

Gli agrumi sono tra gli odori che i gatti evitano più spesso. Arance, limoni, lime e pompelmi sprigionano oli essenziali volatili che loro percepiscono come davvero irritanti. È una scena piuttosto comune per chi ha un gatto: basta aprire una buccia e il gatto scappa all’istante. Però, occhio: la presenza naturale delle bucce non è un pericolo serio per loro. Diverso invece il discorso degli oli essenziali concentrati, quelli che si trovano in detergenti o prodotti per la casa. Se il gatto li lecca o li assorbe tramite la pelle, può star male: vomito, diarrea e problemi al fegato sono possibili. Conviene quindi tenere ben distinte le bucce “normali” dagli estratti potenti.

Aceto, altro odore spesso usato come repellente naturale, non piace per niente ai gatti. L’odore pungente dà fastidio, così tendono a evitare le zone dove lo si spruzza. C’è anche chi conosce alcune piante che funzionano allo stesso modo: la ruda e il Coleus canina. Fan via i gatti senza fargli male. Durante i mesi più caldi, soprattutto, si nota bene questo comportamento: spazi esterni più curati e profumati tengono lontani i felini.

Repellenti naturali e precauzioni da considerare

Chi preferisce staccarsi dai prodotti chimici spesso si affida a soluzioni semplici e naturali. Un mix di acqua e aceto spruzzato sui punti no è un rimedio economico e facile. Però, conviene sempre provarli prima su una piccola superficie, così non si rischiano danni a mobili e rivestimenti. Altra tecnica è spargere fondi di caffè nel giardino: non solo arricchiscono il terreno, ma l’aroma tostato disturba i gatti e li scoraggia senza far male. Dettaglio non da poco per chi vive in città, dove si incontrano spesso più animali domestici.

Odori e aromi fastidiosi per i gatti e rimedi ecologici efficaci per allontanarli in casa
Gli agrumi, come le arance in foto, sprigionano un odore sgradito ai gatti, utile per allontanarli da alcune aree della casa. – igeamedspa.it

Non tutti i rimedi “appariscenti” funzionano o sono sicuri. Per esempio, l’odore di ammoniaca è pericoloso perché somiglia alle urine feline. Il risultato? Il gatto può marcare ancora di più il territorio, esattamente quello che si voleva evitare. Quando si puliscono gli incidenti in casa, i detergenti con enzimi sono molto più efficaci e non provocano reazioni indesiderate. Poi, attenzione agli oli essenziali – come tea tree o menta – usati in tante formulazioni naturali ma che sono tossici per i gatti se inalati o assorbiti. Qualche erba, tipo il rosmarino, o spezie come il pepe sparso in giardino, rappresentano alternative più tranquille e comunque naturali, perfette per proteggere spazi dentro e fuori casa.

Da non sottovalutare: la sicurezza e il benessere del gatto. Il loro olfatto è talmente sensibile che un uso sbagliato di odori o sostanze può creare stress o fastidi prolungati. Chi convive con i felini lo nota subito, visto che cambiano anche gli angoli preferiti dove stare e passare, in base ai profumi dell’ambiente.

Gli odori che attirano i gatti e il ruolo centrale dell’olfatto

Non tutti gli odori fanno scappare un gatto. Alcuni suscitano reazioni positive, stimolando davvero il loro benessere. Il più famoso? L’erba gatta, chiamata anche catnip, che contiene una sostanza – il nepetalattone – tra le più efficaci a livello nervoso. Produce sensazioni varie: dai giochi sfrenati a un rilassamento profondo. C’è un’altra pianta, la Matatabi o Silver Vine, molto usata in Asia, che funziona spesso anche con i gatti che non reagiscono al catnip.

Tra gli odori graditi si contano anche quelli della valeriana e delle olive. La valeriana ha un profumo che agli umani può sembrare sgradevole – un po’ come l’odore dei piedi – ma per i gatti ha un effetto stimolante. Le olive, invece, rilasciano composti simili ai feromoni felini, rendendole particolarmente accattivanti per certi esemplari.

Come mai l’olfatto è così centrale? Per i gatti, profumi come quello della pelle umana mettono sicurezza. Non è raro vederli addormentarsi sopra abiti indossati: un dettaglio che qualcuno magari passa inosservato. Tale percezione si basa sull’organo di Jacobson, situato nel palato, che riesce a captare sostanze chimiche complesse come i feromoni, grazie a un gesto particolare chiamato Flehmen: il gatto apre appena la bocca, con un’espressione unica.

L’olfatto guida molte azioni fondamentali, come la scelta del cibo e la comunicazione social tramite segnali olfattivi invisibili agli umani. Così, profumi troppo forti – deodoranti, incensi o spray personali usati senza misura – possono creare agitazione o fastidio, specie in città piene di odori artificiali. Non solo: spesso peggiorano problemi respiratori, come l’asma felina, con tosse o attacchi possibili.

Nel quotidiano, il senso dell’olfatto guida le decisioni del gatto: dove riposare o muoversi dipende molto dai profumi familiari che li fanno stare tranquilli. Quando invece gli odori sono intensi o strani, fuggono via – un comportamento che aiuta moltissimo a capire e rispettare le loro esigenze sensoriali.

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