Ti è mai capitato di guardarti allo specchio e notare quella fastidiosa macchia rossa, vivace, proprio sulla parte bianca dell’occhio? Subito, la mente corre a pensare al peggio. Ecco il punto: spesso si tratta di un fenomeno abbastanza comune, per lo più innocuo. Parliamo di un’emorragia sottocongiuntivale, ovvero una piccola perdita di sangue che si raccoglie sotto una membrana trasparente dell’occhio, formando una chiazza ben visibile. Chi ci si imbatte generalmente si trova di fronte a un segnale evidente, ma quasi mai legato a problemi gravi. A volte basta uno starnuto improvviso o una tosse forte – roba di poco conto – per far rompere un capillare molto delicato. Nel testo che segue cercheremo di capire cosa scatena questo fenomeno, quali sintomi devono far scattare un campanello d’allarme e come affrontarlo senza farsi prendere dal panico.
Cos’è e come si forma la macchia rossa nell’occhio
L’emorragia sottocongiuntivale nasce quando un piccolo capillare sanguigno si rompe sotto la congiuntiva, quella membrana trasparente che avvolge la sclera, cioè la parte bianca dell’occhio. Il sangue si accumula bloccato sotto questa pellicola, che non lascia fuoriuscire nulla né lascia passare le lacrime per rimuoverlo. Per questo motivo la macchia si presenta netta, con un rosso acceso che si distingue bene dall’arrossamento diffuso che si vede nella congiuntivite, dove invece i vasi si dilatano senza rompersi. Di solito, chi soffre di iposfagma non sente alcun dolore e – per fortuna – la vista resta integra. Spesso la rottura avviene dopo sforzi lievi: un semplice starnuto, una tosse insistente o qualche sforzo fisico improvviso sono più che sufficienti a far cedere un capillare fragile.

Insomma, capita più spesso nei mesi freddi o in ambienti particolarmente secchi. I capillari, così, si fanno un po’ più vulnerabili. Di norma, non serve correre dal medico e va a posto da solo senza lasciare guai. Chi vive nelle grandi città, soprattutto nel Nord Italia – pensa a Milano e dintorni – nota che questo problema si acuisce in inverno, quando l’aria è molto secca: lo “stress vascolare” aumenta la probabilità di rottura.
Che cosa può causare la rottura dei capillari e quando serve un controllo medico
I capillari oculari sono fragilissimi, basta un piccolo innalzamento della pressione sanguigna e possono rompersi, causando l’emorragia sottocongiuntivale. Non serve nemmeno un trauma evidente: capita così, a chiunque. Oltre agli sforzi fisici saltuari, ci sono situazioni che complicano un po’ le cose. L’ipertensione arteriosa, se non gestita bene, è tra i primi fattori favorenti. Anche il diabete tende a danneggiare i vasi, rendendoli più deboli e soggetti a rotture. Per chi prende farmaci anticoagulanti o antiaggreganti, qualsiasi sforzo burrascoso può causare sanguinamenti evidenti – attenzione a chi vive in città, spesso stressata, dove il sistema cardiovascolare ne risente di più.
Curioso ma vero: i neonati non ne sono esenti. Le variazioni di pressione durante il parto possono causare questa macchia rossa, un evento normale che però sparisce senza bisogno di cure. Col passare degli anni la pelle e i tessuti oculari si assottigliano, aumentando la fragilità dei capillari: soprattutto per gli anziani l’iposfagma può essere un segnale da tenere d’occhio, magari per monitorare la pressione e controllare la terapia in corso.
Se la macchia compare senza traumi associati, senza dolore forte o problemi alla vista e senza secrezioni, non è il caso di correre ai ripari subito. Però, se succede spesso o si notano disturbi come offuscamento della vista, fastidio notevole o rossore che si allarga velocemente, la visita medica diventa più che consigliata: potrebbero nascondersi problemi più seri.
Come si evolve la macchia rossa e cosa fare nel frattempo
Non esiste una soluzione rapida per far sparire la macchia rossa dovuta all’emorragia sottocongiuntivale. Il sangue che si accumula sotto la congiuntiva viene riassorbito dal corpo da solo, ma ci mette un po’ – parliamo di alcune settimane. In genere, il rosso si attenua lentamente nell’arco di dieci-quindici giorni, passando da tonalità intense a sfumature violacee, poi gialle fino a sparire. È un po’ come un livido sulla pelle. Nel frattempo, toccarsi o strofinarsi l’occhio è proprio sconsigliato, si rischia solo di peggiorare tutto.
Per stare un po’ più comodi, un impacco freddo delicato sulla palpebra può lenire eventuali gonfiori, mentre le lacrime artificiali sono utili se si avverte secchezza o fastidio. Non serve prendere farmaci specifici, almeno se non indicati dal medico. Mantenere sotto controllo la pressione e uno stile di vita sano aiuta a mettere un freno a nuove ricomparse. Chi ha una vita frenetica può continuare normalmente, salvo il disagio estetico temporaneo.
Insomma, quella macchia rossa nell’occhio è più una spia che ci dice di guardare un po’ meglio certi piccoli segnali del corpo. Raramente nasconde qualcosa di grave. Va via da sola, quindi niente allarmismi eccessivi. Però, se si ripresenta o si accompagna a fastidi più seri, è sempre meglio farsi visitare da uno specialista.
