Non gettare più l’aglio: i benefici naturali per la salute e il benessere quotidiano

Non gettare più l’aglio: i benefici naturali per la salute e il benessere quotidiano

Franco Vallesi

Gennaio 21, 2026

Tra gli alimenti più utilizzati in tante cucine nel mondo, l’aglio spicca non solo per il suo sapore deciso, ma anche per le molte proprietà benefiche che gli vengono attribuite. Da sempre è considerato un rimedio naturale, grazie all’effetto antimicrobico che pare abbia, oltre a un possibile stimolo sul sistema immunitario. A destare interesse scientifico sono i composti attivi come l’allicina: si tratta di una sostanza che ha spinto a diversi studi su come questo bulbo possa influire su colesterolo, pressione e altre condizioni di salute. Certo, deve anche far riflettere l’attenzione verso alcune precauzioni, soprattutto per chi soffre di disturbi allo stomaco o simili. In queste righe, vedremo le principali peculiarità dell’aglio, il modo giusto di utilizzarlo in cucina e cosa tenere a mente per evitare inconvenienti come, per esempio, l’alito pesante.

Le proprietà principali dell’aglio e il ruolo dell’allicina

L’aglio (Allium sativum) fa parte della famiglia delle Amaryllidacee e viene coltivato in diverse regioni italiane: pensiamo al Veneto, Emilia-Romagna, Campania, Sicilia. In Italia esistono molte varietà locali, alcune riconosciute per qualità, come l’aglio di Vessalico o quello rosso di Nubia. Come ingrediente, è ricco di diverse vitamine tra cui la C, quelle del gruppo B e la provitamina A; contiene anche sali minerali quali calcio, potassio, magnesio e folati, tutti elementi fondamentali per il benessere dell’organismo in generale.

Non gettare più l’aglio: i benefici naturali per la salute e il benessere quotidiano
Capsule di vitamina C, un simbolo di salute e benessere, che integrano una dieta sana per rafforzare il sistema immunitario. – igeamedspa.it

Agisce principalmente grazie all’allicina, sostanza che si forma nel momento in cui si taglia o schiaccia il bulbo. Il processo? L’enzima allinasi entra in contatto con l’amminoacido alliina, da cui scaturisce proprio l’allicina. È riconosciuta per la sua azione antimicrobica: da qui, la capacità dell’aglio di contrastare batteri, virus e funghi, aspetto che si nota in modo evidente specialmente d’inverno, quando le infezioni respiratorie sono più frequenti. Negli ultimi anni, alcuni studi hanno anche ipotizzato — con una certa cautela — che l’aglio possa aiutare a ridurre il colesterolo LDL, noto come “colesterolo cattivo”, e a regolare la pressione arteriosa. Ricordiamo però che si tratta di un sostegno, non un sostituto della terapia farmacologica, soprattutto in presenza di malattie cardiovascolari.

Un dettaglio spesso trascurato riguarda come viene consumato: l’allicina non ama il calore e tende a degradarsi durante la cottura prolungata. Il risultato? Le caratteristiche migliori si conservano se l’aglio viene usato crudo o con cotture brevi. Spiega molto la preferenza per l’aglio tritato, schiacciato a crudo, come nel tipico piatto degli spaghetti aglio, olio e peperoncino.

Come usare l’aglio in cucina e a cosa fare attenzione

L’aglio rientra tra gli ingredienti più versatili e apprezzati della cucina italiana e internazionale. Lo si trova nelle salse classiche — come il pesto genovese — in insalate, zuppe, piatti a base di carne. Regala un gusto deciso e un aroma inconfondibile. A volte funge da base per molte preparazioni, altre volte è aggiunto verso la fine per esaltarne il sapore. Chi vive nelle grandi città lo può notare facilmente nelle pietanze servite nei ristoranti o preparate al volo in casa.

Come conservarlo? Meglio in luoghi freschi, asciutti e ben ventilati, così da mantenerne freschezza ed evitare che si rovini rapidamente. C’è anche il lato fitoterapico: in commercio si trovano integratori a base di estratto secco d’aglio, spesso in capsule. Per non scherzare, è bene non superare i 4 grammi al giorno e, soprattutto, parlare con il medico se si assumono anticoagulanti o farmaci per la pressione.

Un classico problema è la pesantezza dell’alito che può infastidire chi lo consuma. Fra i rimedi, si pensa a menta o chicchi di caffè, o anche evitare quella parte centrale particolarmente pungente del bulbo. Anche l’abbinamento con erbe aromatiche e olio extravergine d’oliva aiuta a smorzare il gusto intenso. Per chi soffre di gastrite, ulcera o disturbi simili, meglio limitare il consumo: l’aglio può aggravare questi problemi. Non è roba da poco — ma spesso, chi vive in città se ne dimentica, ecco perché vale la pena ricordarlo.

Prospettive e limiti nell’uso dell’aglio per la salute

La ricerca ha messo in luce un collegamento fra il consumo regolare di aglio e un rischio inferiore di alcune malattie, soprattutto tumori del tratto digerente. Ecco un dato interessante: studi epidemiologici indicano come un’alimentazione ricca di ortaggi della stessa famiglia — cipolla, scalogno, porro — possa ridurre il rischio di neoplasie digestive. Stranamente però, le evidenze non bastano a dire che l’aglio sia un rimedio sicuro in questi casi.

Qualche indagine ha anche esaminato l’aglio nella prevenzione del raffreddore, con risultati talvolta promettenti, ma — per ora — non così solidi da raccomandarlo a uso terapeutico. Chi lo include nella propria dieta punta soprattutto a benefici generali, non certo a sostituire terapie mediche.

Durante gravidanza e allattamento non risultano particolari controindicazioni e, a dire il vero, si pensa che l’esposizione precoce al suo sapore possa aiutare i più piccoli ad accettarlo meglio in futuro. Come sempre però, per i bambini è meglio introdurre spezie e aromi poco a poco, con dosi ridotte, per evitare qualche fastidio.

Insomma, mangiare aglio con moderazione e regolarità può dare una mano a sostenere l’organismo, specie per la salute del cuore, sempre nell’ambito di un’alimentazione bilanciata. E poi, non si dimentichino visite mediche periodiche e consigli personalizzati, indispensabili per prevenire problemi seri.

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