Nei luoghi affollati o durante le feste capita spesso di vedere un consumo di alcolici intenso e molto veloce, fatto che raramente si associa a una riflessione sulle conseguenze, sia immediate che a lungo termine. Il fenomeno, conosciuto come binge drinking, consiste nell’assumere grandi quantità di alcol in poche ore ed è un problema serio per la salute, spesso sottovalutato da molti. C’è chi conosce i rischi legati agli incidenti stradali o ai comportamenti aggressivi che ne derivano, ma pochissimi si soffermano sul danno che questo stile di consumo può arrecare all’apparato digestivo, in particolare alla mucosa intestinale. Perché proprio l’intestino diventa così fragile dopo questi episodi? Negli ultimi tempi, alcuni studi provano a fornire spiegazioni interessanti.
Una dose concentrata e rapida di alcol può provocare un danno notevole alla barriera intestinale. Così perde efficacia nel bloccare batteri e sostanze tossiche che normalmente non dovrebbero finire nel sangue. Le ricerche mettono in luce come i villi intestinali si appiattiscano, con un’infiammazione che resta localizzata, ma non innocua. Di conseguenza, si facilita il passaggio nel sangue di tossine batteriche come il lipopolisaccaride (LPS), che alimentano ancora più infiammazione. Sorprende forse, ma anche solo una volta può bastare: un singolo episodio di binge drinking innesca questa spirale di danno, abbattendo rapidamente le difese naturali dell’organismo.
I neutrofili e il danno che si autoalimenta
Per capire meglio cosa succede, negli studi basati su modelli animali è emerso che il binge drinking stimola la produzione di strutture extracellulari da parte di cellule immunitarie chiamate neutrofili. Questi filamenti – definiti Neutrophil Extracellular Traps (Net) – servono normalmente a “catturare” i patogeni, ma se l’alcol viene abusato possono provocare un’infiammazione persistente e pericolosa. Un meccanismo, insomma, che si autoalimenta, aggravando le lesioni sulla mucosa intestinale e compromettendo la capacità di barriera, con rischi sempre maggiori per la salute.

Curioso è notare che, rispetto agli antiossidanti tradizionali, l’uso di sostanze che bloccano la formazione di queste reti ha dato risultati promettenti, sia nel calmare l’attivazione dei neutrofili sia nell’arginare la diffusione delle tossine batteriche nel sangue. Ecco perché questa risposta immunitaria eccessiva si rivela un bersaglio cruciale per prevenire i danni del binge drinking sull’apparato digestivo. Chi abita in città italiane – soprattutto nel Nord – testimonia un aumento delle intossicazioni alcoliche nei mesi freddi, quando i pronto soccorsi registrano più ricoveri legati a questo fenomeno.
Nel complesso, i dati ampliano la nostra comprensione di una situazione che coinvolge tantissime persone in Italia, con accessi frequenti ai pronto soccorsi per problemi legati all’assunzione eccessiva di alcol. La fragilità della barriera intestinale, unita a un sistema immunitario che si attiva fuori misura e a un’infiammazione cronica, costituisce un tandem pericoloso che, oltre ai danni immediati, amplifica i rischi connessi a questo tipo di consumo.
Danni intestinali e rischi a lungo termine
Binge drinking non significa soltanto affrontare un’intossicazione momentanea, ma anche correre il rischio di danni che si accumulano nel tempo. Oltre agli incidenti o alle azioni rischiose, la mucosa intestinale danneggiata può innescare infiammazioni croniche e favorire malattie gastrointestinali complesse. E poi c’è l’assorbimento dei nutrienti: se l’intestino non funziona come dovrebbe, si aggravano condizioni preesistenti, comprese alcune forme di malattie infiammatorie intestinali, per esempio la malattia di Crohn.
Dalle parti di Milano e in molte città italiane, negli ultimi anni, è aumentata la frequenza di ricoveri per queste complicazioni. Un dettaglio non da poco riguarda l’influenza che i danni intestinali esercitano sulla risposta immunitaria generale, finendo per intaccare anche altri organi con uno stato infiammatorio diffuso. La presenza di endotossine nel sangue non fa che peggiorare la situazione clinica, moltiplicando i rischi di ulteriori problemi. Dal punto di vista della salute pubblica, riconoscere questi effetti meno evidenti del binge drinking serve per orientare meglio la prevenzione e l’informazione.
Il binge drinking, spesso visto come una moda sociale o una fase passeggera, può invece lasciare segni duraturi dentro il corpo. Limitare il consumo concentrato di alcol diventa quindi un passo indispensabile per ridurre non solo le emergenze immediate ma anche per proteggere un organo vitale come l’intestino, che – come si sa – gioca un ruolo centrale nella nostra salute complessiva e nel benessere di tutti i giorni.
