Differenze ed effetti tra Paracetamolo e Ibuprofene: guida per un uso corretto dei farmaci

Differenze ed effetti tra Paracetamolo e Ibuprofene: guida per un uso corretto dei farmaci

Franco Vallesi

Gennaio 20, 2026

Quando senti dolore o sale la febbre, scegliere tra paracetamolo e ibuprofene sembra una cosa da nulla ma non è sempre così semplice. Sono due farmaci tra i più usati per i fastidi di ogni giorno, eppure lavorano in modo differente e vanno usati in situazioni diverse. Capire il loro funzionamento e i rischi di un uso non corretto evita errori comuni, specie se li si assume senza consultare il medico. La differenza riguarda non solo quanto sono efficaci su dolore e febbre, ma anche quali patologie e fasce d’età li rendono più indicati.

Il ruolo del paracetamolo: un analgesico senza effetto infiammatorio

Il paracetamolo è uno degli analgesici più prescritti per dolori lievi o medi, oltre che per abbassare la febbre. Lo si trova spesso contro mal di testa, dolori mestruali o fastidi post-operatori piccoli. La sua forza? Una buona tollerabilità anche su bambini e donne in gravidanza – quando si rispetta il dosaggio, che non è cosa da poco. Un rischio concreto legato all’assunzione errata è il danno al fegato, organo che ha il compito delicato di eliminare le tossine.

Differenze ed effetti tra Paracetamolo e Ibuprofene: guida per un uso corretto dei farmaci
Donna si appresta ad assumere una compressa: una scelta comune per alleviare dolore e febbre. L’uso corretto è essenziale. – igeamedspa.it

Il paracetamolo agisce bloccando l’inibizione delle prostaglandine nel sistema nervoso centrale, sostanze che aumentano dolore e febbre. Però quasi non tocca le infiammazioni periferiche, quindi se si parla di traumi muscolari o articolari il suo effetto si riduce parecchio. E questo spiega perché, durante i classici picchi di malattie stagionali, sia il più scelto per far scendere la febbre lieve senza intoppi.

L’ibuprofene e il meccanismo antinfiammatorio che lo distingue

L’ibuprofene fa parte della famiglia dei FANS, ovvero Farmaci Antinfiammatori Non Steroidei, e si differenzia per una doppia azione. Sì, abbassa febbre e dolore, ma soprattutto spegne l’infiammazione, quella bella tosta – quindi è la scelta giusta per tendiniti, dolori ai muscoli, o traumi scheletrici. Anche il mal di gola, se si prolunga, risente del suo effetto antinfiammatorio. Il motivo? Agisce bloccando la cicloossigenasi (COX), un enzima chiave per produrre le prostaglandine che fanno male in tutto il corpo o quasi. Quindi rispetto al paracetamolo il suo campo d’azione è più ampio.

Detto ciò, l’ibuprofene va preso con cautela. Se assunto troppo a lungo o con certe malattie dello stomaco o del cuore, si possono avere effetti collaterali fastidiosi: disturbi gastrici, rischio di ulcere, e qualche problema cardiovascolare. Ecco perché, ancora più che con il paracetamolo, i medici storcono il naso se i bambini – in particolare sotto i 6 mesi – lo usano senza una stretta supervisione.

Un fatto che in pochi considerano è l’importanza di affidarsi al medico o al farmacista prima di decidere su ibuprofene, specialmente quando si convive con patologie croniche o si è avanti con gli anni. Nelle città italiane dove febbre e dolori colpiscono parecchio nei mesi freddi – Roma, Milano, e non solo – viene fuori il problema: come bilanciare efficacia e sicurezza ogni giorno?

Quando scegliere paracetamolo o ibuprofene: indicazioni pratiche

La scelta tra paracetamolo e ibuprofene dipende dal tipo di fastidio e da chi li prende. Per dolori lievi e febbre senza infiammazione evidente, paracetamolo è spesso la strada più sicura – meno rischi per stomaco e cuore, insomma. Se invece c’è gonfiore o dolore muscolo-scheletrico, ibuprofene dà un sollievo più deciso grazie alla sua azione antinfiammatoria.

Quando arriva l’influenza, generalmente basta il paracetamolo per febbre e malessere generale. Ma se il mal di gola non passa o arrivano dolori articolari più forti, allora l’ibuprofene può essere la scelta migliore. Nei bambini la situazione si fa un po’ più delicata: ibuprofene sotto i 6 mesi non è proprio raccomandato e va dato solo con grande prudenza e controllo medico.

Curioso notare come in alcune regioni d’Italia – Lazio per esempio – l’uso di questi farmaci stia diventando più consapevole e mirato. Chi soffre spesso di questi disturbi dovrebbe farsi vedere dal medico per evitare sovradosaggi e limitare complicazioni. E in vista dei prossimi mesi più freddi, meglio tenere d’occhio quanto si conosce e si sa sul paracetamolo e l’ibuprofene, due alleati imprescindibili contro dolore e febbre nel quotidiano.

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